
Quest’anno insieme agli auguri di Natale (scritti rigorosamente a mano) ho mandato agli amici una bella bustina di “La Saporita”. Con la sua cucina ricca e festiva, dicembre accoglie sempre a braccia aperte le spezie, per cui mi è sembrato bello spedirne un po’ insieme a qualche parola gentile. Io uso e apprezzo da tanti anni questa curiosa miscela in bustina azzurra, ma negli ultimi tempi mi sono resa conto della sua incredibile versatilità, e soprattutto di quanto sia radicata e diffusa nella cucina piemontese. Così, come sempre quando mi fisso su una cosa, mi sono messa a cercare, leggere, approfondire tutto il possibile sull’argomento. E alla fine le mie piccole grandi scoperte erano talmente tante che ho pensato di farci un post, perché la storia che ne è venuta fuori merita davvero di essere raccontata e ricordata.

Correva l’anno 1911. L’Italia intera era un ribollire di festeggiamenti per il cinquantenario dell’unità d’Italia. Ma gli occhi del mondo erano puntati su Torino, che per l’occasione aveva allestito un’Esposizione Universale di straordinaria bellezza. In questo clima fervido di iniziative, di scambi, e di novità industriali, il giovane Antonio Bertolini ebbe l’idea geniale di mettere il lievito per dolci già dosato dentro a delle bustine di carta (prima si andava a occhio con il bicarbonato o con i preparati sfusi del droghiere). Non è propriamente corretto dire che quella del lievito in bustina sia “un’invenzione” di Antonio Bertolini, perché il primato sembra spettare al farmacista tedesco August Oetcker nel 1891 fondatore dell’omonima azienda (senza dimenticare E. Moenk&Figli di Milano del 1897 con il brand “lievito alsaziano”). In ogni caso sin dalla sua nascita la torinese Bertolini ha fatto delle bustine monodose di lievito il proprio prodotto di punta, commercializzato a livello nazionale con un successo straordinario.


Grazie a un packagin curato, coordinato e riconoscibile, unito a campagne pubblicitarie efficaci e persuasive, la Bertolini diventa in breve tempo leader di mercato nella lavorazione e vendita di droghe macinate e anche di insetticidi. Ora questa associazione tra “spezie e veleni” mi ha sempre stupita e anche inorridita. Esattamente come mi capita in certi vecchi “granatin” (negozi di granaglie) di provincia, che espongono nello stesso spazio sementi, fiori, piantini, mangimi per animali da cortile, alimentari, e poi anche detersivi, profumatori e TUTTI i migliori veleni per combattere e risolvere qualunque problema biologico che può verificarsi tra aia, stalla, campi e dispensa… (dalla muffa agli afidi delle rose, passando per topi, pidocchi, talpe, ghiri, cimici scorpioni e altri accidenti affamati, molesti e pungenti).

L’unione tra beni tanto ricercati come le “droghe”, e altri, letali, ma necessari, come i “veleni”, risale a tempi assai antichi, ed è il residuo dell’evoluzione che nei secoli ha portato “lo speziere” a diventare farmacista o droghiere. Per questo sotto l’ampio ombrello dell’attività di drogheria si trova una eterogenea varietà merceologica davvero bizzarra che comprende candele, insetticidi, caffè, cioccolata, zucchero, tè, spezie (prodotti “coloniali” in genere), estratti per liquori, saponi, confetteria, lieviti, profumi, detergenti, e come detto anche i peggiori veleni del mondo (più o meno naturali).



Appurata questa assurdità, torniamo alla nostra Bertolini, che con il suo pluripremiato stabilimento per la lavorazione delle Droghe in zona Regina Margherita, una decina di anni dopo la famosa bustina di lievito propone ai suoi affezionati clienti anche una selezione di erbe e spezie sotto il nome vagamente esotico di “la via delle Indie”. Oltre ad aver portato nelle cucine italiane dolci casalinghi belli alti e ben lievitati, il signor Bertolini crea miscele di spezie diversificate per ogni zona del bel paese; così sfruttando strategicamente la grande varietà gastronomica delle nostre regioni, commercializza miscele uniche legate ai sapori tradizionali più amati: il Pisto “C” a Napoli, la “Droga Torino” nel nord Italia, le “spezie Vallecamonica” per gli insaccati alpini…



E tra le dune (torinesi) della “via delle Indie” nel 1924 nasce anche la mitica miscela di spezie “La Saporita” che viene accolta con grande entusiasmo sia all’ingrosso che al dettaglio. “La Saporita” piace ovunque, ma soprattutto piace nella terra natia di Bertolini dove in breve tempo diventa “l’ingrediente segreto” di moltissime ricette della gastronomia tradizionale. Il Piemonte intero ama, acquista e gusta questa miscela mettendola ovunque sia necessario un aiutino di sapore: quel “pizzico di gusti” capace di rendere speciale un piatto qualunque. Arrosti, brasati, selvaggina, ripieni per pasta fresca (i famosi “plin”), uova, formaggi, riso ma persino la celebre “carne cruda all’albese”, le giardiniere di verdura, i dolci burrosi, la frutta cotta, le ricette a base di zucca o di mele: “La Saporita” aiuta tutti a brillare. Anche se credo che nel corso degli anni sia cambiata notevolmente la sua composizione (nella pubblicità del 1958 figurando tra gli ingredienti: cannella, garofani, noci moscate, macis, pimento, coriandoli, zenzero, galanga ed erbe aromatiche condimentose; mentre oggi sulla bustina ormai della F.lli Rebecchi compaiono soltanto: semi di coriandolo, cannella, semi di carvi, chiodi di garofano, anice stellato), e nonostante le alterne fortune del marchio Bertolini, “La Saporita” da quasi cento anni presidia le dispense piemontesi pronta a intervenire alla bisogna, e soprattutto in quella cucina delle feste tipica della fine dell’anno (per questo l’ho regalata volentieri come spezia di Natale)!
A pensarci bene è davvero incredibile che un misto tanto esotico (reclamizzato addirittura da una carovana di cammelli tra le palme del deserto) sia invece parte del patrimonio di sapori più autentici e apprezzati del Vecchio Piemonte. Dimostrazione (permettetemi la morale) che nessuna cucina è un’isola, e che la forza della tradizione è tutta negli scambi, negli incontri e nelle rivoluzioni che la rinnovano e la fanno vivere nel presente.
Tra le tante ricette della cucina piemontese che annoverano tra i loro ingredienti irrinunciabili proprio un pizzico di “La Saporita” c’è senza dubbio la TORTA MATO (ovvero “Torta Matta”), una torta salata molto rustica (si alternano strati di riso, porri, patate e zucca) tipica delle vallate occitane del cuneese. Il fatto che “La Saporita” sia presente in un piatto povero di queste montagne (per molti versi considerate remote e defilate rispetto ai grandi centri cittadini del Piemonte) è tutto sommato indicativo della diffusione di questa miscela di spezie (qui trovi la mia ricetta della TORTA MATO).

Su you tube si può ancora vedere l’epico carosello della “Via delle Indie” in tremini episodi narrativi:

Al momento non sono mai riuscita a trovare e ad assaggiare la miscela gemella de “La Saporita”, ovvero il “Suk” reclamizzato appositamente per i piatti esotici. Mai dire mai, sono sicura che prima o poi lo incontrerò…

Dopo un lungo periodo in cui “La Saporita” era diventata una vera rarità da drogheria d’eccellenza, ora che è della F.lli Rebecchi la si trova più facilmente anche nella grande distribuzione (va cercata nello scaffale delle spezie, di solito accanto alle preziose bustine di zafferano). Per ogni evenienza ho stilato un personale “carnet d’adresses” de “La Saporita” segnandomi i posti dove l’ho trovata in vendita durante l’ultimo anno: magari è utile anche a voi (ovviamente non ho alcun legame con le attività commerciali citate, quindi per orari di apertura, disponibilità della spezia et amenità varie rivolgetevi altrove).
Dove ho trovato “La Saporita” in Piemonte (l’elenco è aggiornato a dicembre 2025, ma NON avendo legami commerciali con le attività citate, consiglio sempre di contattare prima di andarci apposta chiedendo se effettivamente la spezia è disponibile):
BORGO SAN DALMAZZO
“Catering DIMAR”, corso nizza 94 (sotto al “Mercatò local”)
“Drogheria Caffè Viale”, via Garibaldi 5 (di cui ho parlato qui per la “Spezia Rossa”)
CUNEO
“Drogheria Giraudo”, Piazza Tancredi Galimberti, 12.
“Ipercoop”, Via Cascina Colombaro, 26.
BRA-ALBA
Catena di supermercati “Big Store”.
CARMAGNOLA
“Bennet”, Centro Commerciale, Via Sommariva, 29/1-2.
TORINO
“Drogheria Rinaldi”, Piazza della Repubblica, 5a.
“SDS” SPEZIE, Via Barbaroux, 12/H (+vendita on line su www.sdspezie.com)
Inoltre “La fenice occitana” è presente in numerose fiere ed ha anche uno shop on line su www.lafeniceoccitana.it
Laura, lettrice gentile mi segnala che a ROMA è in vendita da “Castroni” (posto fornitissimo di cui avevo parlato anche qui).
AGGIORNAMENTO “LA SAPORITA” MAGGIO 2026
Con questo aggiornamento voglio rassicurare tutti gli amici e i lettori del Betullablog che ultimamente faticano molto a trovare “La Saporita” e che mi scrivono allarmati. Credo che il rallentamento della distribuzione della nostra amata miscela di spezie fosse dovuto semplicemente a un restyling d’immagine: come vedete dalle foto sulle nuovissime bustine non c’è più l’iconica carovana, ma un maestoso e coloratissimo elefante. A parte l’estetica al momento mi sembra che nulla sia cambiato nel sapore… Insomma tranquilli: a passo lento, ma “La Saporita” sta tornando nei negozi per continuare a deliziarci in cucina!


BIBLIOGRAFIA:
-Ricettari omaggio Bertolini (1953, 1958,1974, 1983, anni ’90).
–Ricettario Paolini 1891-1951.
-Pagina “La Bertolini nel tempo” consultata l’ultima volta il 18 dicembre 2022
-Massimo Orlandini, “Paolini Villani. La “Compagnia veneziana delle Indie”, cento anni di lavorazione delle droghe, delle spezie e dei coloniali tra Venezia, Mestre e porto Marghera”, Padova, Il Poligrafo, 2017.
Il volume è stato pubblicato parallelamente alla mostra dedicata ai cento anni dell’azienda Paolini tenutasi a Porto Marghera nel 2017.
Siccome non ho trovato alcuna pubblicazione cartacea consultabile sulla storia d’impresa della Bertolini, mi sono rivolta alla concorrenza, ovvero a questo interessantissimo lavoro dedicato alla “Paolini Villani” che per anni è stato probabilmente il più grande competitor in Italia della ditta piemontese. In ogni caso è stata una lettura illuminante, anche se molto molto specifica, cui sono debitrice per avermi aiutata a mettere dei punti fissi nella ricostruzione della storia di questa piccola bustina di spezie e sull’arte sottile d’insaporire le vivande.


N.B: come già scritto NON ho alcun legame commerciale con marchi, attività e pubblicazioni citati (e non mi occupo di vendere “La Saporita”). I ricettari Bertolini in foto (dai quali ho tratto molte informazioni riportate nel post) fanno parte della mia nutrita collezione di bacuccate a tema dolci&cucina (venivano spediti a casa in omaggio mandando all’azienda circa venti prove d’acquisto).

grazie, non conoscevo tutta la storia
Nella mia famiglia La saporita viene usata da sempre per aromatizzare il pan pepato, dolce di frutta secca mista e miele, mia nonna la usava anche nel sugo
A Roma la trovo solo da Castroni , ogni volta faccio scorta
è una storia curiosa, così l’ho messa un po’ in ordine! Interessantissimi gli usi di questa miscela nella cucina della tua famiglia, e poi ti ringrazio tantissimo per la segnalazione di Castroni. Ho già aggiornato il post indicandolo tra i posti dove si trova “La Saporita” in vendita: è un negozio che adoro, anche se ormai è passato un po’ dall’ultima volta che ci sono stata. Però davvero grazie.
Grazie mille io ho una scatola qui davanti della miscela Paolini ancora perfettamente integra.
E profuma ancora.
Veramente grazie per la storia
Oh chissà che bella quella vecchia scatola profumata! Queste miscele di spezie hanno storie incredibili e affascinanti! Sono contenta che abbia apprezzato il mio racconto!
In gallura si usa per fare la zuppa gallurese,si trova anche al conad buona giornata 👋
Cara Anna Rita, grazie di cuore per avermi raccontato questa curiosità. La zuppa gallurese è un piatto incredibile, proprio non immaginavo avesse tra i suoi ingredienti La Saporita! Mi fa piacere aver scoperto qualcosa di nuovo!
Ciao! Mia nonna metteva la saporita nel ripieno dei suoi ravioli, insieme a ricotta di pecora e limone grattugiato…non ne ero mai sazia 😄
Ma che bello sapere di questo pizzico di spezie anche nei ravioli alla ricotta. Per anni mia mamma ha preparato i ravioli con ricotta e limone ad un amico sardo rimasto vedovo: per Natale gliene preparava diversi vassoi in regalo. Quelli che avanzavano li mangiavamo noi ed erano straordinari… Effettivamente a ripensare a quel sapore La saporita dovrebbe starci proprio bene!Grazie per avermi scritto!
A casa di mia nonna, mia mamma c’era sempre la bustina di saporita, né mettevano un pizzico anche nel sugo (Sardegna) saluti.
Buongiorno cara Giualiana, grazie per il messaggio: dai commenti e mail che ho ricevuto con questo post su “La saporita” mi sono resa conto che è una miscela molto amata e apprezzata nella cucina sarda! che bello…e quante delizie interessanti! A presto…
Vorrei preparare i biscotti natalizi speziati.Secondo te posso usare la saporita?E se si in quale proporzione?
Buongiorno Loretta! Certo che La Saporita si può usare tranquillamente per “speziare” i biscotti, specialmente se hai intenzione di fare dei frollini semplici. In generale quando una ricetta ha circa 250/300 g di farina potrebbe bastare la punta di un coltello di saporita per aromatizzare la frolla, ma c’è chi arriva fino a mezzo cucchiaino da caffè. Dipende molto da quali biscotti speziati hai in mente, dai tuoi gusti e dagli altri ingredienti della tua ricetta. Eventualmente ti consiglio di aggiungere alla Saporita anche un po’ di semini di vaniglia, trovo che con il burro della frolla sia un abbinamento perfetto. Non so se ti può essere utile, ma ti lascio anche il link una ricetta dove uso abitualmente La Saporita:
https://betulla.eu/speculatius-alsaziani/
Buona giornata!
La Saporita veniva anche usata nelle campagne insieme al pepe macinato per aromatizzare e stagionare la coppa di maiale ed il salame di testa
Buongiorno Valerio, a quali campagne si riferisce per questo uso della Saporita? (Tutto il Piemonte in generale o una zona nello specifico, tipo il cuneese)? Comunque grazie per avermi scritto: è molto interessante questa pratica sulle carni di maiale, non la conoscevo! A presto…
Sparita da qualche mese nei supermercati,non riesco a trovarla da nessuna parte,come ma?ho comprato un altro tipo di saporita, niente a che vedere con la saporita Bertolini unica imitabile, è sparito anche il Suk Bertoli,qualcuno sa il perché?
Buona Sera Maria! Non so da dove scrive, quindi non posso aiutarla molto. A oggi (dicembre 2025) qui in Piemonte la Saporita si trova tranquillamente nei supermercati e nelle drogherie specializzate (in fondo al post c’è un piccolo elenco dei negozi dove è reperibile), mentre invece il Suk non l’ho proprio mai visto. Ha ragione: anche io ho provato almeno due imitazioni, ma quella originale è inimitabile!
Che bello e interessante questo post. Mi ha riportato all’infanzia quando mia mamma, gallurese, diceva che ci voleva un pizzico di saporita nelle sue preparazioni (che io pensavo volesse dire un pizzico di lievito). Non vedo k ora di provarla.
Cara Antonietta, ma sai che ho scoperto da poco che La Saporita è amatissima e molto utilizzata anche in Sardegna? La storia e la diffusione di questa miscela di spezie è davvero affascinante, e man mano scopro che viene utilizzata nelle preparazioni più disparate. Che bella questa cosa: un pizzico di Saporita per poter sentire di nuovo il sapore dell’infanzia!Grazie di cuore per avermi scritto…buona cucina!
Buongiorno,
penso che un brasato per fare il ripieno dei ravioli non si può chiamare brasato senza il profumo della Saporita.
Scoperta diversi anni fa continuo ad usarla e mi ha fatto molto piacere leggere la sua ricerca che mi entusiasma ancora di più.
L’acquisto purtroppo non è così facile, forse anche per questo quando la si trova ti dà la voglia di sperimentare nuovi usi.
Grazie ed AUGURI di Buone Feste
Caro Roberto, grazie di cuore per avermi scritto. Un messaggio come il suo mi conferma che anche raccontare ingredienti particolari e storie poco note della cucina regionale ha le sue buone ragioni. A presto e buon 2026
Buongiorno, bellissima storia. Sono arrivato a questa pagina dalla ricette del ragù piemontese di nocciole. Ammetto di non aver mai sentito parlare de La Saporita prima. Dal momento che vivo nel Regno Unito e la Saporita non si trova proprio, c’è modo di riprodurre vagamente il sapore mischiando delle spezie? Temo di no ma tentar non nuoce 🙂
Gent.Rodolfo, il suo commento (non so come) è scivolato nello spam! Le rispondo quindi con grande ritardo, ma sono davvero molto contenta per quel che mi scrive. La Saporita ha una storia incredibilmente affascinante, e non smetto mai di stupirmi per quanto in realtà sia diffusa e amata in tutto il Piemonte (comprese le zone rurali e più remote). La lista degli ingredienti che compongono questa miscela è facile da reperire…ma in realtà ciò che la rende unica è la proporzione tra i singoli componenti, e quella ahimè rimane un mistero. In ogni caso, come dice lei, tentar non nuoce. Io al suo posto seguirei l’ordine delle spezie elencate sulla bustina che vede in foto, lasciando all’ultimo (l’anice stellato) la quantità più piccola (solo un pizzico, perchè si sente poco). Mi aggiorni sui suoi esperimenti…anche se ovviamente le auguro di trovare e assaggiare presto quella vera!
Ciao, grazie per la storia su questo prodotto che mi ha incuriosito sin da bambino. Mio padre, venditore ambulante di olive, frutta secca, baccalà e spezie di ogni sorta, ha sempre esposto in bancarella sia La Saporita che la miscela Suk, entrambi molto apprezzati dai clienti. Devo segnalare che da aprile/maggio è giunta voce che l’azienda produttrice sia fallita e di fatto i due prodotti sono diventati introvabili anche all’ingrosso. Tuttavia, sembrerebbe che da poco sia stata rilevata da un’altra azienda e la produzione stia riprendendo, per la gioia dei clienti. Speriamo bene!
Buongiorno ☺️ storia interessante! Che dire la saporita io la uso nel ripieno dei ravioli sopra al condimento dei ravioli burro , salvia , parmigiano e non deve mancare una spolveta di saporita 🔝😋 anche sopra il riso in bianco condito con olio parmigiano e saporita 😁 Pultroppo da fine 2025 nei supermercati della Vallecamonica non c’è più mi hanno detto che la ditta che la produce ha chiuso sarà vero qualcuno me lo sa dire ? Speriamo di NO sarebbe un peccato ! Un saluto 👋 😉
Buongiorno cara Patrizia! Grazie per avermi scritto: sono sempre molto curiosa di scoprire gli usi della Saporita (che cambiano tantissimo da una regone all’altra). Quindi dentro e sopra ai ravioli? Molto interessante! Dunque ultimamente anche io non la trovo più nei supermercati coop del Piemonte …mi auguro sia solo una mancanza temporanea, perchè ho appena controllato e La Saporita risulta regolarmente nell’assortimento della Rebecchi che la produce. Speriamo…A presto!
Ciao,io sono disperata…non si trova più e temo vogliano eliminare le tradizioni antiche.
Ho scritto alla rebecchi,so o stati molto vaghi e mi hanno promesso che quando tornerà disponibile ci informeranno.🙏😓 Se la facessi in casa secondo te devo mettere la stessa quantità di spezie? Tipo i chiodi di Garofano sono forti…… Ho trovato un sito che la vende ma purtroppo tutte omettono qualche ingrediente per un’ altro…non ne trovo una identica alla rebecchi 😓😓😓
Cara Ilaria, sei già la seconda lettrice che mi dice questa cosa: la Saporita sembra essere sparita dalla grande distribuzione, anche se è ancora presente nel catalogo Rebecchi. Sicuramente ci conviene fare scorta di bustine o di miscela sfusa in tutte quelle piccole drogherie che ancora hanno qualcosa in vendita (per fortuna ha scadenza davvero lunghissima). Poi dovremmo passare al “fai da te”, anche se temo sia davvero difficile replicare in casa le proporzioni perfette che rendono “La Saporita” così unica e versatile. Sicuramente mi documenterò un po’ nei libretti a tema che possiedo (eventualmente farò un post apposito), ma in ogni caso io non metterei le singole spezie nella stessa quantità. Credo che già in etichetta le singole droghe siano in ordine dalla più presente a quella che fornisce solo una leggera nota aromatica finale (semi di coriandolo, cannella, semi di carvi, chiodi di garofano, noce moscata e per ultimo anice stellato), quindi userei questo ordine per provare a replicare la nostra amata miscela. Quella in vendita da “La fenice Occitana” ha tutti gli ingredienti ed esattamente in questo ordine, solo che non ho mai fatto acquisti nello shopo on line e non so dirti se è identica all’originale. Mi dispiace moltissimo non saperti aiutare di più… ma grazie per avermi scritto: il tuo messaggio è un ottimo spinto per approfondire e studiare meglio questa incredibile miscela. A presto…
Ho contattato l’ azienda rebecchi per capire come mai non sono più riuscita a trovare nei negozi la saporita , e la risposta e’ stata che l’ imprenditore che produceva la saporita e’ andato in pensione, per cui la rebecchi ci ha impiegato un po’ di tempo per poter acquisire la ricetta dal produttore in pensione.
Presto la ritroveremo nei negozi con una raffigurazione diversa sulla busta, e cioè un bellissimo elefante.
E da 50 anni che uso la saporita.I Sardegnala usiamo in molte pietanze,ho l’ultima bustina che uso con molta parsimonia.con la pura di rimanere senza.In Sardegna:zona Cagliari,non la trovo da nessun centro commerciale.Potete dirmi dove la posso trovare;altrimenti se è possibile,potete fornirmela voi?Grazie infinite..
Buongiorno cara Eleana. Grazie molte per il suo commento:le ultime notizie riguardo “La Saporita” sono che non è scomparsa dal mercato, ma semplicemente la ditta produttrice ha cambiato completamente la grafica della mitica bustina (credo che il rallentamento nella distribuzione sia dovuto a questo cambio). Aggiornerò presto anche il mio post pubblicando le immagini dopo il restiling. Io non mi occupo di vendita nè ho alcun legame commerciale con l’azienda (sono una semplice appassionata, come lei), però facendo una rapida ricerca su Fb ho visto che questo “market Delia” della sua zona dovrebbe averla: VIA SULIS 107, Villaputzu, Italy
346 592 2058 marketdelia@cheapnet.it. Magari telefonando può avere maggiori informazioni e gliela possono spedire. In Sardegna, come in Piemonte, La Saporita è amatissima, spero che torni presto anche nella grande distribuzione, oppure che qualche lettore di Cagliari possa indicarci dove trovarla. A presto, e mi aggiorni sugli sviluppi della ricerca!
La nostra preziosa Saporita entra nelle nostre ricette come da tradizione di famiglia, indispensabile un pizzico nel sugo, ma anche in molte preparazioni originali e non. A Sassari prepariamo una ricetta tradizionale di zucchine ripiene o anche torta di zucchine che senza la Saporita…proprio non viene. È da quattro generazioni che utilizziamo queste spezie nella mia famiglia. Ultimamente l’ ho cercata in molti supermercati senza successo e dire che devo spedirla anche a mia figlia che abita in Spagna ed ogni volta fa richiesta di questo prodotto che da loro non si trova. Nella nostra città, a Sassari, hanno aperto un ristorante che si chiama “La Saporita”.
Qui a Cagliari è ormai da anni che non si trova!!!! Il casca’ carlofortino senza la saporita non è più il piatto che per tanti anni è stato apprezzato anche dai nostri amici negli incontri conviviali. Ci sono novità sulla sua commercializzazione? Ultimamente mi è stata regalata una miscela di spezie che si avvicina al sapore della saporita ma non dà gli stessi risultati……
Buongiorno. Blog trovando cercando notizie sulla Saporita, ho scoperto la sua esistenza parlando con le nonne di Parre, Val Seriana, Bergamo, che la usano “da sempre” nel ripieno del tradizionale raviolo locale, lo scarpinocc, una pasta ripiena di grana e pane grattuggiati, aglio e prezzemolo tritai, e, appunto, la saporita. L’anno scorso anche loro si lamentavano che non si trovava più in negozio… 🙂