
Cari Bacucchini, nell’ultimo mese con il Betullablog ho fatto due attività per me molto importanti. Le racconto perché ne sono particolarmente orgogliosa, e anche perché, come in un diario, una volta scritte rimarranno qui come “punti fermi” nel fluire delle cose che corrono.
Lunedì 20 aprile 2026 ho fatto una lezione sulla panificazione alpina all’UniTre di Cuneo. Sul palco del Cinema Monviso ho parlato di vecchi forni comunitari, di segale, di pane nero e di alimentazione tradizionale delle vallate alpine cuneesi. Il pubblico era quello delle grandi occasioni, (circa 250 persone) e io sono davvero molto grata ai volontari di questa bella associazione per avermi concesso uno spazio del genere. “Sembrava persino di sentire il profumo del pane” rimarrà tra i complimenti più belli mai ricevuti evocando impasti e antiche partiche alimentari.


Martedì 12 maggio 2026 invece sono stata alla Scuola dell’Infanzia di Entracque. Ho occupato la prestigiosa, ambitissima (e sberluccicante) “poltrona dell’ospite” per coinvolgere i bimbi in un piccolo laboratorio di panificazione alpina. Insieme abbiamo realizzato e decorato il “ciuciu”, ovvero il pupazzetto di pasta di pane che un tempo in Valle Gesso padrini e madrine facevano per i propri figliocci durante l’ultima panificazione dell’anno (era il dono del primo gennaio, oppure dell’Epifania). Abbiamo annusato, schiacciato, manipolato la pasta del pane, poi le abbiamo dato la forma di bamboccio, e infine ogni bimbo ha decorato il suo “ciciu” con zuccherini, canditi& fantasia. Ringrazio le maestre Anna&Miriana e il personale della Scuola per avermi coinvolta con fiducia in questa avventura deliziosa e dolcissima, ma soprattutto ringrazio TUTTI i minuscoli cuoricini che hanno partecipato con straordinario entusiasmo. Bimbi cari, mi avete ricordato che il pane è un gioco bellissimo, e che lievita bene solo con la felicità!






Concludo questa personalissima pagina di gratitudine con un proverbio contadino piemontese che amo moltissimo perché ci ritrovo tutto il senso del mio lavoro, del mio “raccontare” impastando vecchie storie a nuove esperienze: “Il pane di ieri è buono domani”. Come a dire che il passato nutre il futuro, e se mi conoscete un pochino sapete che questa è l’anima di Betulla.
A presto cari bacucchini.

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Grazie a te Zia Betulla per il prezioso tempo che ci hai dedicato, l’attenzione data ad ognuno, le tue conoscenze condivise con bimbi così piccoli ma capaci di essere coinvolti da chi, come te, sa rapportarsi in modo semplice e attivo.