
Come quasi tutte le giovani spose italiane ho ricevuto in dono di nozze Il Talismano della FelicitĂ , di Ada Boni (solo che io sono un poâ stramba, per cui invece del classico nuovo di zecca ho preferito un volume bacucco e vissuto del 1982, lâanno della mia nascita). Bene, dicevo, come tutte le giovani spose mi rivolgo al ragguardevole librone quando non so a che altro Santo Culinario votarmi per soddisfare le papille bizzarre del mio caro maritino (altrimenti detto ladolcemetĂ ). Ad esempio dove andare a pescare la ricetta della trippa fritta, pietanza senza la quale il bellimbusto dichiarava di non riuscire piĂš a prendere sonno??? Ecco…in questi assurdi, tragicomici casi Ada Boni câè!

Ada è una carissima presenza nella mia cucina, schietta, e di sicura riuscita. Ă una specie di vecchia zia alla quale potersi rivolgere per quelle preparazioni rognose, complesse e desuete che haimè fanno la gioia della mia dolcemetĂ . Bhe, il senso del ricettario dotale è proprio quello di fornire un sostituto degno alle âvecchie zieâ o fate madrine, e il Talismano della FelicitĂ (nomen omen) è una specie di solida zattera per affronatre le difficoltĂ culinarie della novella famiglia. Pubblicato per la prima volta nel 1929 ha raggiunto le 7 edizioni complessive (vista lâetĂ ogni tanto si è reso necessario qualche aggiustamento dovuto ai cambiamenti di tecnologie, metodi e societĂ ). Tutto sommato il quasi-centenario se la cava davvero benissimo, e come vi raccontavo è ancora oggi è uno dei classici regali di nozze (con picco di vendite proprio a maggio, per i matrimoni primaverili). Per me è insostituibile, e non ci trovo affatto tutta questa âborghesiaâ, tutta questa âRoma beneâ e tutto questo Marsala che tanti vi leggono con fastidio.

Piccola e rotonda, Ada era ÂŤuna donna dolce, dedicata totalmente alla famiglia, come forse non è piĂš possibile nella attuale societĂ . Una donna che non ho mai avuto occasione di veder uscire durante la stagione estiva, nel suo abito chiaro, senza il fedele ombrellino per il sole, quasi fosse uscita da una stampa della Belle ĂpoqueÂť (parole del pronipote Marcello Tambone).
Aveva capito, con lungimiranza e acume che ÂŤnon vi possa essere una vera felicitĂ lĂ dove viene trascurata una parte cosĂŹ essenziale della nostra vita di tutti i giorni, cioè lâalimentazioneÂť. Infine -come biasimarla- aveva anche una venerazione per il solenne Auguste (Escoffier, il cuoco dei cuochi di cui si professava seguace e amica). Che dirvi? Io la adoro. Nessuna delle sue tantissime ricette che ho sperimentato è fallita, anzi il successo è assicurato anche per cose che io non mangerei mai (come la trippa fritta!).

TRIPPA FRITTA
(la ricetta originale è in foto in fondo al post)
ingredienti per 6 persone circa:
1 kg di trippa di vitello
1 limone
3 uova
farina 00
sale, pepe nero, prezzemolo
olio per friggere (io uso lâolio di arachidi)
Procedimento:
dunque io per le trippe ho il mio procedimento standard che trovate in questo vecchio post a tema (riassumendo la trippa che si trova normalmente in commercio ha giĂ subito un trattamento di precottura. A questo trattamento io aggiungo sempre il lavaggio in acqua e aceto (1 ora con un bicchiere dâaceto e lâacqua che scorre a filo) poi la rosolatura lenta e paziente in padella antiaderente.

Su queste âstriscioline rosolateâ ho rovesciato la marinatura consigliata da Ada Boni (olio, il succo di un limone, pepe nero e prezzemolo). Ho mescolato bene e ho fatto insaporire per circa 1 ora. DopodichĂŠ ho asciugato un poco la trippa con carta da cucina e ho infarinato tutto con 4 cucchiai di farina setacciata. Ci ho rovesciato sopra 3 uova sbattute con prezzemolo. E ho fritto a cucchiaiate in olio bollente (180°). Dopo la cottura tamponare bene con carta da cucina, eventualmente salare e servire con fettine di limone.

Sapore di trippa, involucro croccante come tempura e consistenza finale degli anelli di calamari đ
Grazie Santa Ada.


Un piatto della tradizione, riscoperto e valorizzato.
Che bello che ci racconti il rapporto con questo libro đ la trippa fritta è una di quelle cose che mi ispira.. non so se mi piacerebbe ma sono molto curiosa..
Un bacione :*