
Dopo divagazioni e sconfinamenti nel regno del craft (ben frequentato dalla sottoscritta, ma non presente sul blog), torno alla cucina con la ricetta âfurbata del secoloâ. Bhe, âfurbata del secoloâ per me. Probabilmente buona parte del mondo ne è giĂ a conoscenza, ma siccome fino a poco tempo fa io non possedevo una pentola a pressione non avevo ancora ricevuto questa rivelazione. Come sempre condivido questa mia âscopertaâ con grande piacere, in modo che lâumanitĂ possa evolvere -culinariamente parlando eh?- anche grazie a questo blog đ (in realtĂ basta che almeno uno tra voi lettori impari qualcosa di nuovo e io sono contenta)!.
Allora, tolta la mia modesta introduzione, passiamo al polpo, che pur essendo un mollusco viscidello e tentacolare si rivela quasi sempre un piatto spinoso (parlo per metafore!). Lâinsalata di polpo e patate è un grande classico estivo…eppure sono piĂš le volte che si mangiano pezzetti di cauciĂš rosa misti a patate sfatte che una vera e propria insalata. CosĂŹ mi ci sono messa dâimpegno, e a furia di prove ed esperimenti a distanza ravvicinata sono giunta alla conclusione che il risultato migliore lo si ottiene con il polpo congelato e con questa velocissima cottura in pentola a pressione (secondo la Betullaâs happy family questo metodo di cottura stravince sulla piĂš classica bollitura in acqua). Nella pentola a pressione il polpo cuoce nei suoi succhi (assolutamente senza aggiunta di acqua, come nel detto campano: ‘O purpo se coce ‘int all’acqua soja) e riesce davvero tenerissimo. Dopo questa cottura potete usarlo per mille preparazioni, non solo la celeberrima insalata con patate (meglio cuocerle a vapore!), ma per tantissimi altri piatti freschi ed estivi secondo la vostra fantasia (io abbino spesso polpo&ceci, ma è solo uno dei tanti esempi)!
N.B: il polpo deve avere due file di ventose (sempre), potete usare il polpo fresco e battuto (sugli scogli come in una vecchia pubblicitĂ di D&G*), oppure felicemente congelato (da voi o dalla grande distribuzione). In ogni caso meglio piĂš polpi piccoli (anche la pelle sarĂ piĂš sottile e non dovrete spellarlo) che uno solo grande. Naturalmente scordatevi il tappo di sughero e altri trucchi del genere: la scienza moderna le ha relegate ad arcaiche superstizioni totalmente prive di fondamento.

Procedimento:
1.Scongelare dolcemente il polpo (io lo congelo giĂ pulito, rivoltando la testa, togliendo il dente al centro dei tentacoli, ed eliminando gli occhi).
2.Per circa 1 kg di polpo io preparo una dadolata grossolana con 2 carote, 6 pomodori datterini, 1 costa di sedano, 4 spicchi di aglio, 2 foglie di alloro (siate davvero grossolani, queste verdure devono soltanto aromatizzare il polpo, poi non verranno mangiate).
3. Scaldate 3 cucchiai di olio extravergine nella pentola a pressione, aggiungete la dadolata di verdure, girate con un cucchiaio di legno e fate appena rosolare. Appoggiate delicatamente i polpi sciacquati e puliti su questa dadolata di verdure (non aggiungete liquidi!) e chiudete la pentola usando lâapposito coperchio. Aumentare la fiamma in modo che la cottura sia vivace e attendere il fischio della pentola. A questo punto abbassare il fuoco al minimo e fare cuocere per 20 minuti. Trascorso questo tempo non sfiatare la pentola, ma lasciarla chiusa e farla raffreddare in modo che la pressione interna scenda naturalmente (occorreranno altri 15/20 minuti).
4. Quando aprirete la pentola a pressione troverete i vostri polpi a mollo in un bel brodo incredibilmente aromatico.
5. Scolate i polpi e tagliateli a pezzettini su un tagliere e condire a gusto e fantasia. Per la foto che vedete ho mescolato il polpo a dei ceci lessati a parte -adoro i ceci di Merella- e ho condito con olio, 3 spicchi di aglio interi, il succo di mezzo limone, 2 cucchiai del brodo di cottura dei polpi, sale e pepe nero; lasciate insaporire per circa unâora e servite tiepida (io appoggio il contenitore di vetro su una pentola dâacqua bollente in modo che il vapore scaldi con dolcezza questa insalata).

*Eccolo, anche se del lontano 1995 ho trovato almeno un fotogramma della famosa pubblicitĂ di D&G. Lo spot era addirittura di Tornatore. Ambientato in una Sicilia senza tempo (il bianco e nero contribuiva) una donna bellissima (Monica Bellucci) si cambia su una scogliera assolata sotto gli occhi di un pescatore. I due si guardano appassionatamente, e alla fine, forse per sublimare tanto desiderio il pescatore scaraventa un povero polpo su uno scoglio, prima di prenderlo voluttuosamente a morsi (crudo)! Capite che cose del genere hanno segnato per sempre l’immaginario collettivo degli italiani, e anche la mia mente di tredicene, che indifferente a sensualitĂ , casa di moda e bellimbusto, non si dava pace per il polpo mangiato crudo (la domanda era <<che sapore avrĂ un polpo crudo? ma le ventose non si attaccano in gola?>>). SĂŹ lo so, sono stata una strana bambina…
Salve Beatrice!
Premetto che sono poco “multimediale” …(invero sono una vera ‘capra a riguardo ?).
Ricercando in rete appropriate, e ben argomentate cognizioni sulla cottura del ‘octopus’ diverse dalle ‘tradizionali’, quindi anche in pentola a pressione, mi sono imbattuto in questo tuo ‘contributo’ che ritengo davvero validissimo. Ah, mi presento sommariamente: Gianni, appassionato gastronomo ‘dilettante’ ,ex sodale chiocciola ‘slow food’ degli ‘albori’, e con oramai poco tempo e voglia a disposizione, per riscontri seminari’ o stage’ sul ‘campo’.
Napoletano , over ’50 (..Ah! , Ottima la corretta citazione vernacolare circa ‘ O’ purpo ca’ se coce ‘dinta all’ all’ acqua sĂłia ?) Oltre ad un modo di scrivere, e ‘prosa’ che ritengo gradevolissimi e condivisibili, Brava ?
.. Circa l’ argomento ‘de-quo’ avrei delle questioni da porti, circa le relazioni tra tempi e quantitĂ degli ingredienti, rispetto alle quali mi interesserebbe avere altre utili informazioni, se vorrai cortesemente avere la compiacenza di fornirmele..
Nelle’more’ ti ringrazio, e ti saluto cordialmente !
-Gianni-
Buongiorno Gianni! Grazie per avermi lasciato questo commento: i complimenti fanno sempre piacere! Circa alle proporzioni tra ingredienti e temperatura mi scriva un commento o una mail (l’indirizzo info@betulla.eu), se sarò in grado di rispondere ai suoi dubbi in merito lo farò con grande piacere! A presto